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News · Novembre 2026

Anatomia della vita di una donna

Recensione di La vie d’une femme di Charline Bourgeois-Tacquet · di Soraya Bao · Generazione Cinéphile, France Odeon 2026

Che cosa ci rende davvero umani? Un corpo, oppure l’insieme delle esperienze che strutturano la nostra identità? È questa la domanda che attraversa la storia di Gabrielle, protagonista de La vie d’une femme di Charline Bourgeois-Tacquet, uscito nelle sale francesi nel 2026, e presentato alla 76° edizione del Festival di Cannes.

Eppure la questione del corpo umano sembra essere centrale nella vita di Gabrielle, a cominciare dal suo mestiere, che è quello di chirurgo maxillo-facciale e che occupa una grande parte della sua quotidianità. È proprio Gabrielle a dare un nuovo volto ai pazienti tramite i suoi interventi, per farli sentire più normali, più umani.

La questione del corpo è presente anche nel modo in cui la regista decide di rappresentare la vita della protagonista, quasi come se ne facesse una vera e propria anatomia. Anatomia è una parola di origine greca, anatomè, da an per “in” e tomé per “taglio”, “sezione”. La parola fa riferimento alla scienza biologica e si occupa dello studio della struttura degli esseri viventi. Il termine significa anche “dissezione”, parola solitamente associata ad un corpo senza vita.

L’ordinaria vita di Gabrielle, donna di mezza età e senza figli, ha tuttavia molto a che fare con questa parola, venendo ritratta nel film attraverso delle sezioni, o tagli, che in modo organico ci forniscono un’immagine della protagonista. Sono proprio questi tagli, in quanto esperienze, a rianimare il corpo della donna.

L’ordinarietà e la monotonia dettate dal lavoro, la cura della madre e la convivenza con il marito, vengono ribaltate dalle esperienze iniziatiche di Gabrielle, in particolare modo dall’incontro con Frida, permettendo di dare vitalità alla protagonista. Il film non è un ritratto completo, né una biografia, ma presenta quanto basta per farci entrare nell’intimità di Gabrielle e capirla.

La vie d’une femme la racconta lunga sulla relazione fra corpo e identità, e sono proprio queste esperienze a fornire lo spazio necessario per mostrare la sua profondità, rimettendo in questione i suoi apparenti e tanto giudicati freddezza e pragmatismo.

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