Clarissa (Cécile de France) è una scrittrice affermata, ospite di una fondazione che sviluppa sistemi di Intelligenza artificiale per artisti e che pubblicherà il suo prossimo romanzo. Isolata, in un residence di lusso in cui trovano alloggio solo le menti più brillanti del panorama artistico internazionale, Clarissa, come pronosticava Virginia Woolf, si illude di poter superare nella solitudine idilliaca, lo scoglio della pagina bianca. Di poter sublimare, attraverso il racconto degli ultimi istanti di vita della più nota scrittrice britannica, l’esperienza traumatica della perdita del figlio suicida. Al suo fianco nel suo percorso di scrittura la segue costantemente Dalloway, occhio, voce e pensiero dell’I.A che la fondazione le ha messo a disposizione per farle superare ogni “impasse” creativa e per migliorare le sue performance autoriali. Nella sua torre d’avorio computerizzata, l’autrice vive lontana dalle distrazioni di una Parigi avveniristica e maniacale, metropoli sempre più inibita dalle restrizioni di una nuova epidemia e dal controllo esercitato dalla robotica. Una magnetica Cécile de France ci conduce inevitabilmente dentro le trame insidiose di un thriller psicologico che tiene col fiato sospeso e lascia aperto il dibattito sui confini e limiti dell’intelligenza artificiale.
