Simposio — Italia, Francia e le infrastrutture europee della cultura

L’Europa possiede, rappresenta e produce arte, cultura e spettacolo di grande qualità e in quantità significativa. Si può anche considerare che l’elemento portante delle economie di gran parte dei Paesi europei è oggi proprio la cultura insieme ai suoi “derivati”.

Da parecchi anni, ormai, il settore culturale europeo sta vivendo una doppia crisi, aggravata, questi ultimi mesi, dagli effetti sanitari, sociali, economici e politici del Covid 19. Da una parte, gli attori culturali europei devono affrontare i grandi players, americani e non solo, che hanno rivoluzionato l’industria culturale. Dall’altra mancano innegabilmente una visione e quegli investimenti strutturali che trasformino l’Unione Europea in vera protagonista delle politiche culturali europee con propri canali e infrastrutture capaci di proteggere il settore e di aiutarlo a reinventarsi e crescere.

L’Europa post-bellica ebbe bisogno di infrastrutture materiali come strade, ponti, aeroporti per far ripartire la propria industria manifatturiera: in questo momento di crisi profonda, l’Europa dovrebbe immaginare infrastrutture capaci di valorizzare un patrimonio artistico-culturale unico e prezioso. È quindi fondamentale chiedersi come oggi possano essere utilizzate al meglio le potenzialità delle nuove tecnologie senza subire condizionamenti da parte delle OTT (modalità di distribuzione di contenuti televisivi della rete Internet) che da parte loro controllano le infrastrutture digitali e hanno estremo bisogno di contenuti culturali.

Le risposte che sono state date finora da parte francese e italiana, seppur ammirevoli, sono isolate e sporadiche. Pensiamo a LaCinetek, risposta di qualità degli autori francesi a Netflix, Amazon e YouTube; a Qwant il motore di ricerca europeo che dovrebbe essere alternativo a Google; oppure alle sale della rete degli Istituti Francesi di cultura e la loro piattaforma dedicata al cinema francese; o anche a Deezer e Spotify, concorrenti francese e svedese di Apple Music. Ma pensiamo anche agli studios di Cinecittà che potrebbero essere trasformati in un’infrastruttura per le produzioni europee di audiovisivo.

In questo contesto, sembra evidente che l’Unione Europea sta vivendo una profonda crisi culturale e identitaria. A tale proposito, il 16 settembre scorso, nel suo discorso sullo stato dell’Unione, Ursula von der Leyen ha dichiarato: «Il nostro progetto non è solo ambientale o economico, deve essere un nuovo progetto culturale per l’Europa. Ogni movimento ha il suo proprio stile e il suo proprio spirito. E abbiamo bisogno di dare al nostro cambiamento sistemico la sua propria estetica – per associare lo stile e la sostenibilità».

Appare quindi necessaria l’affermazione di una vera politica culturale europea, con l’obiettivo di costruire forti infrastrutture europee specifiche, capaci di competere di fronte ai giganti mondiali e di proporre un modello diverso di crescita e di espansione. Un modello culturale europeo condiviso potrebbe anche, a lungo termine, contribuire allo sviluppo di una vera identità culturale europea.

Sono questi i temi che saranno affrontati nel simposio Italia, Francia e le infrastrutture europee della cultura che sarà trasmesso in video dalla sala del Cinema La Compagnia di Firenze.

 

Firenze, 30 ottobre 2020, ore 11
Il simposio è visibile gratuitamente sulla piattaforma MyMovies.it

Apre i lavori
Enrico Castaldi, Presidente France Odeon

Introduce e modera
Francesco Ranieri Martinotti, Direttore France Odeon

Intervengono
Christian Masset, Ambasciatore di Francia in Italia
Fanny Aubert Malaurie, Consigliere cinema presso l’Institut Français
Roberto Carlini, Direttore dell’Agenzia esecutiva “Istruzione, Audiovisivi e Cultura” (EACEA)
Aurélie Filippetti, Direttrice di Villa Finaly ed ex ministro della Cultura e della Comunicazione francese
Jean-Claude Ghinozzi, CEO di Qwant
Stefania Ippoliti, Responsabile Area Cinema di Fondazione Sistema Toscana
Carlo Alberto Pratesi, Professore presso il dipartimento di Economia Aziendale dell’Università Roma Tre
Luciano Sovena, Esperto in coproduzioni internazionali ed ex amministratore delegato di Cinecittà Luce
Sam Stourdzé, Direttore di Villa Medici
Jean-Baptiste Viaud, Delegato generale di LaCinetek

Conclude
Massimiliano Smeriglio, Deputato europeo e Special Rapporteur per il programma Europa Creativa