GIOVEDì 30 OTTOBRE, ore 18.45 CINEMA LA COMPAGNIA (126 min, v.o. sott. it.)

La venue de l’avenir

Di Cédric Klapisch

con Suzanne Lindon, Abraham Wapler, Vincent Macaigne

Regista: dopo una lunga gavetta nel mondo del cinema nel 1989 riesce a farsi notare con il cortometraggio, Ce qui me meut, a cui vengono assegnati numerosi premi che gli consentono di trovare i finanziamenti per girare nel 1992 il suo primo lungometraggio, Rien du tout. Il film guadagna una nomination al Premio César per la migliore opera prima. ma è con Le peril jeune (1994) che ottiene i primi importanti premi internazionali e l’accesso al grande pubblico. Il 1996 segna il primo grande successo commerciale di Klapisch con Ognuno cerca il suo gatto e nello stesso periodo realizza anche Aria di famiglia che conquista due milioni e mezzo di spettatori e il César alla sceneggiatura oltre che quelli agli attori Catherine Frot e Jean-Pierre Darroussin. Nel 2002 è la volta di un’altro successo con L’appartamento spagnolo mentre  nel 2005 gira Bambole russe, ennesima commedia a cui seguiranno Parigi (2008), Ognuno cerca il suo gatto (2011) e Rompicapo a New York  (2013).

Durata

126'

Genere

Commedia Drammatica

Fotografia

Alexis Kavyrchine

Sceneggiatura

Stéphane Demoustier

Scenografia

Marie Cheminal

Musica

Rob

Produzione

Ce Qui Me Meut

Distribuzione internazionale

STUDIOCANAL

Distribuzione in Italia

Teodora Film

Solo una mente poliedrica, come quella del pluripremiato regista Cédric Klapisch, poteva dar vita a una trama tanto esilarante quanto profonda come quella di La venue de l’avenir. Partendo dalle semplici vite di quattro perfetti sconosciuti che, da un giorno all’altro, scoprono di essere imparentati e comproprietari di un’eredità condivisa. Con questo espediente narrativo veniamo immediatamente assorbiti dal flusso di una storia dai tratti rocamboleschi, dove ad intrecciarsi non sono più solo gli alberi genealogici dei protagonisti. Ma a sovrapporsi convulsamente, trascinandoci da una Parigi cosmopolita e contemporanea a una Francia di fine Ottocento in pieno fermento, sono le epoche storiche. Trasognati, ripercorriamo allora i primi passi fatti dalla fotografia, riscopriamo i colori cangianti delle tele impressioniste, mentre si rivelano sempre più evidenti i parallelismi tra passato e presente, di una storia che sembra ripetersi come in un gioco di specchi. Klapisch, da abile burattinaio, tira le fila di tutti questi destini incrociati che orbitano attorno alla figura di Adèle. Ragazza appena ventenne orfana di padre, interpretata da una promettente Suzanne Lindon, che specularmente alla sua controparte maschile del presente, Seb (Abraham Wapler), troverà il coraggio di fronteggiare il proprio passato riscoprendo la sua identità attraverso le sue origini.