L’educazione sentimentale di un giovane falegname, che impara a proprie spese quanto impervia sia la strada che dal sesso porta all’amore. In un bianco e nero antico come la professione del protagonista e tagliente come i suoi strumenti, Philippe Garrel affida ad un giovane cast (in cui spicca la promessa – Premio César – Oulaya Amamra nel ruolo di Djemila) il suo 31esimo film, spiazzante, costruito come un gioco di scatole cinesi in cui ogni tassello della storia porta in sé la sua compiutezza aprendo la porta alla successiva, diversa dal previsto.
Luc (Logann Antuofermo), figlio unico di un vecchio ebanista (André Wilms), regala al padre la più grande gioia della sua vita passando l’esame di ammissione alla prestigiosa scuola Boulle di Parigi. La Sorbonne dei falegnami. Ma dalla provincia alla capitale molto cambia per lui: gli amori di gioventù lasciano spazio a nuove (piccanti) esperienze, il ragazzo prende coraggio, disinvoltura, sfacciataggine. Finché non capirà che per affrontare il futuro occorre fare pace col passato. Troppo tardi? (VG)
