con Jodie Foster, Daniel Auteuil, Virginie Efira
Regista: Abituée di France Odeon, Rebecca Zlotowski, ha studiato sceneggiatura alla Fémis e nel 2010 Belle épine il suo primo lungometraggio, nonché saggio di fine corso, è selezionato a La Semaine de la Critique a Cannes. La protagonista Léa Seydoux vince nel 2011 il César come migliore attrice emergente. Anche Grand Central realizzato nel 2013, è presentato a Cannes, ma questa volta a Un certain regard. Zlotowski continua a lavorare con attrici importanti e dalla forte personalità: nel 2016 con Natalie Portman in Planetarium, nel 2022 con Virginie Efira in Les enfants des autres e quest’anno con Jodie Foster proprio in Vie privée.
105'
Thriller Psicologico
George Lechaptois - AFC
Anne Berest, Rebecca Zlotowski
Katia Wyszkop
Rob
Les Films Velvet
Goodfellas
Europictures
Chi non ha mai immaginato, almeno una volta, di poter sbirciare all’interno della vita intima del proprio analista. Di attraversare quella soglia di tutela invisibile che si crea tra paziente e professionista. Di scoprire cosa accade un po’ più in là, oltre le mura di uno studio, alla persona a cui abbiamo deciso di affidare il nostro io più intimo. Ma Lilian Steiner (Jodie Foster), nota psichiatra parigina, è una donna algida e imperscrutabile che niente sembra scalfire, nemmeno l’inaspettato suicidio di Paula (Virginie Efira), una sua paziente di lunga data. Ma sarà proprio l’improbabilità di questo evento irreversibile a scatenare in lei i primi sospetti di un omicidio e il lacerante dubbio di non aver saputo cogliere un tacito grido d’aiuto. Ci troviamo così sempre più invischiati nelle trame di un delitto senza assassino, che sembra avere il potere di rimettere in discussione tutti i rapporti della vita privata di Lilian. Toccando corde ancestrali che riusciranno a far scendere lacrime autentiche dai profondi occhi glauchi di un’espressiva Foster, in un intreccio di vite in cui si confonderanno i confini tra colpevolezza e responsabilità.